Riccardo Rosa, presidente UCIMU: “per vedere gli effetti dell’iperammortamento dobbiamo attendere i prossimi mesi ma abbiamo grande fiducia per questa misura che ci accompagnerà fino a settembre 2028”. Nel secondo trimestre 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE segna un calo del -25,8% rispetto al periodo aprile-giugno 2025. In valore assoluto l’indice si è attestato a 47,8 (base 100 nel 2021). Il risultato esprime la difficoltà che i costruttori italiani di macchine utensili hanno incontrato sia sul mercato interno che su quello estero. In particolare, gli ordini raccolti oltreconfine hanno segnato un decremento del -15,3% rispetto al secondo trimestre del 2025, per un valore assoluto di 63,2. In calo anche la raccolta ordinativi in Italia, risultata pari a -38,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 33,1. Riccardo Rosa, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “L’incertezza del contesto geopolitico - agitato dalle guerre, dalla crisi di Hormuz e dall’atteggiamento decisamente preoccupante del presidente degli Stati Uniti rispetto alla politica internazionale - ha minato profondamente l’equilibrio già precario in cui l’industria di settore si trovava a operare”. “Il calo delle consegne all’estero, visto il momento, è comprensibile e ce lo aspettavamo. L’attività ha rallentato ma, come è nelle nostre corde, abbiamo cercato di orientare l’offerta verso quelle aree che sono interessate meno direttamente da conflitti e criticità, differenziando, ove possibile i settori di sbocco della nostra offerta”. “Certo è - ha continuato il presidente Riccardo Rosa - che i numeri e i valori di investimento assicurati un tempo dall’automotive non possono essere rimpiazzati dalla domanda espressa da altri settori seppur dinamici, come difesa, aerospace ed energia. Per tale ragione, ancora una volta, chiediamo a chi ci rappresenta in Europa di tornare sui propri passi adottando, nella definizione dei piani di sviluppo per l’auto, il principio di neutralità tecnologica. Questo approccio permetterebbe infatti alla filiera, e a tutto il suo ampio indotto, di gestire correttamente il passaggio in atto non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche salvaguardando, ove possibile, l’occupazione”. “Sul fronte interno le imprese hanno atteso i chiarimenti dell’iperammortamento per confermare le loro intenzioni di acquisto. Dal 12 giugno, giorno in cui tutti i passaggi operativi sono stati completati, l’iperammortamento sta dando i suoi frutti. Da subito abbiamo rilevato un cambio di atteggiamento degli utilizzatori italiani: gli ordini cominciano ad arrivare”. “Dovremo però attendere ancora qualche mese affinché l’effetto sia ben espresso nelle nostre rilevazioni ma siamo decisamente fiduciosi. Anche perché, nel frattempo, abbiamo il dato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, al 9 luglio, segnalava l’inserimento di 7.000 comunicazioni sulla piattaforma GSE per un valore di 2,5 miliardi”. “Al MIMIT va il grande merito di aver previsto per questo incentivo una durata pluriennale. La sua operatività fino a settembre 2028 dovrebbe garantire una programmazione ragionata degli investimenti in nuove macchine utensili e tecnologie di produzione da parte dei clienti italiani, permettendo anche a noi costruttori di pianificare l’attività di produzione sul medio periodo”. “L’auspicio - ha concluso Riccardo Rosa - è quello di veder tornare presto il mercato italiano sui livelli del 2021-2022 quando valeva oltre 6 miliardi di euro. Anche perché la nostra industria manifatturiera ha necessità di innovare per mantenersi competitiva nel contesto internazionale dove digitale e AI stanno ridisegnando completamente le regole del gioco”.
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Chiamata a rinnovare le cariche sociali, l’assemblea dei soci di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE - che si è tenuta lo scorso 7 luglio - ha confermato Riccardo Rosa alla presidenza della associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione per il biennio 2026-2027. In virtù dello statuto della Fondazione UCIMU (art.5-a), Riccardo Rosa (ROSA, Rescaldina MI), in qualità di presidente UCIMU, assume automaticamente la carica di presidente della Fondazione UCIMU. Nella sua attività alla guida di UCIMU, Riccardo Rosa sarà coadiuvato dai 3 vicepresidenti: Filippo Gasparini (GASPARINI, Mirano VE), Giulio Maria Giana (Giuseppe Giana, Magnago MI), Luigi Maniglio (FIDIA, Torino). I tre vicepresidenti fanno parte del comitato di presidenza che comprende anche l’immediate past president Barbara Colombo (FICEP, Gazzada Schianno VA) che ieri è stata rinominata tesoriere della associazione. Consiglieri della associazione sono: Mauro Biglia (OFFICINE E. BIGLIA, Incisa Scapaccino AT), Francesco Buffoli (BUFFOLI TRANSFER, Brescia), Giovanni Camozzi (INNSE BERARDI, Brescia), Antonio Cibotti (BUCCI AUTOMATIONS, Faenza RA), Riccardo D’Ambrosio (REGG INSPECTION, Gorgonzola MI), Fabio Faggioli (MARPOSS ITALIA, Bentivoglio BO), Enrico Garino (PRIMA INDUSTRIE – PRIMA POWER, Collegno TO), Patrizia Ghiringhelli (RETTIFICATRICI GHIRINGHELLI, Luino VA), Filippo Giannini (SIEMENS, Milano), Emanuele Magistri (BLM GROUP, Cantù CO), Marianna Rovai (LAZZATI, Rescaldina MI).Del consiglio direttivo fanno parte anche i past president: Massimo Carboniero (OMERA, Chiuppano VI), Ezio Colombo (FICEP, Gazzada Schianno VA), Luigi Galdabini (CESARE GALDABINI, Cardano Al Campo VA), Cesare Manfredi, Bruno Rambaudi, Pier Luigi Streparava (STREPARAVA, Adro BS), Alberto Tacchella.Direttore generale è Davide Della Bella.
AMB 2026: I processi collaborativi guidano l’automazione
Tema centrale: Automazione: Patrick Schwarzkopf (VDMA) parla di processi collaborativi, intelligenza artificiale e automazione per le PMI tramite soluzioni No-CodeQuando le aziende manifatturiere puntano a rendere i propri processi più efficienti e flessibili, le soluzioni di automazione assumono un ruolo centrale, soprattutto negli ambiti in cui persone e macchine collaborano sempre più strettamente. L'AMB 2026 affronta questo tema centrale con un approccio pratico e mostra come i processi collaborativi si stiano evolvendo lungo l'intera filiera della lavorazione per asportazione di truciolo. Nell'intervista, Patrick Schwarzkopf, Direttore Generale dell'Associazione di settore VDMA per Robotica e Automazione, analizza i principali fattori che stanno guidando questa evoluzione e offre una panoramica sugli sviluppi che le aziende dovrebbero tenere sotto osservazione.L'automazione come uno dei tre temi centrali: i processi collaborativi acquistano sempre maggiore importanzaAMB: L'industria della robotica e dell'automazione prevede per il 2026 un calo del fatturato del 5%; ciononostante, la pressione sulle aziende manifatturiere affinché automatizzino i propri processi continua a crescere. Perché proprio questo è il momento giusto per puntare sui processi collaborativi e quali fattori spingono le imprese a compiere questo passo?Patrick Schwarzkopf: È vero, stiamo ancora osservando una marcata prudenza negli investimenti, dovuta a diverse ragioni: dalle tensioni geopolitiche alle ben note criticità legate alla competitività dei siti produttivi. Tuttavia, la tendenza verso l'automazione resta inalterata. Nei prossimi anni il cambiamento demografico si farà ancora più evidente; per questo sarà necessario automatizzare un numero crescente di attività, così da supportare il personale qualificato che rimarrà disponibile. Solo così potremo rimanere competitivi. Sarà determinante l'interazione tra uomo e macchina. Il rapidissimo sviluppo dell'intelligenza artificiale (di seguito IA), in particolare dell'IA generativa e della cosiddetta IA fisica, apre nuove possibilità, ad esempio attraverso gli agenti di IA (Agentic AI) e grazie a un utilizzo e a una programmazione delle soluzioni di automazione molto più semplici.AMB: Per molto tempo l'automazione è stata concepita soprattutto per la produzione in grandi serie. Oggi, invece, le soluzioni robotiche rappresentano un'opzione concreta anche per le piccole serie. A che punto è arrivata questa evoluzione e di cosa ha concretamente bisogno una piccola impresa per introdurre l'automazione nel proprio processo produttivo?Patrick Schwarzkopf: L'automazione per le PMI sta compiendo enormi passi avanti. Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni è stato straordinario e ha ridotto sensibilmente le barriere d'ingresso per le piccole e medie imprese. Sono tipici gli scenari di "Low Volume, High Mix", caratterizzati da bassi volumi produttivi e da un'elevata varietà di prodotti. In questi contesti è fondamentale che la programmazione possa essere eseguita in modo rapido, semplice e senza un grande impegno da parte del personale. A questo scopo oggi esistono numerose soluzioni No-Code, che non richiedono alcuna conoscenza di linguaggi di programmazione. I flussi di automazione possono essere configurati tramite interfacce grafiche con funzionalità di drag-and-drop, mentre le traiettorie dei robot possono essere apprese mediante guida manuale (hand guiding) e memorizzate con la semplice pressione di un pulsante. I principali produttori offrono ormai da tempo soluzioni specificamente sviluppate per rispondere alle esigenze delle PMI. Spesso sono sufficienti configurazioni pragmatiche, ad esempio un robot che lavora durante la notte, consentendo così un significativo incremento della produttività. L'ostacolo è spesso meno tecnologico che culturale: molte aziende continuano a ritenere che l'automazione sia inevitabilmente troppo complessa o troppo costosa. Questa convinzione è ormai superata, perché le soluzioni esistono già e sono facilmente osservabili in fiere specializzate come l'AMB. Un utile punto di riferimento è, ad esempio, Go4Robotics, la piattaforma online della International Federation of Robotics (IFR).AMB: Se la programmazione e l'utilizzo diventano più semplici, anche la collaborazione diretta tra uomo e robot si fa sempre più concreta. Oggi i due lavorano sempre più spesso fianco a fianco, senza la necessità di barriere di protezione: è stato proprio lo sviluppo di sistemi di sensoristica supportati dall'IA a rendere questa modalità realmente praticabile. Quali cambiamenti concreti comporta tutto questo sullo shop floor e in che modo le aziende devono ripensare i processi e il ruolo delle persone?Patrick Schwarzkopf: I robot collaborativi (cobot) sono ormai ben affermati. In molte applicazioni, tuttavia, si parla più propriamente di "coesistenza": uomo e robot operano senza barriere di protezione, rendendo possibile un'interazione diretta e sicura. Un ulteriore livello di collaborazione ancora più stretta lo stiamo osservando oggi con la robotica umanoide. In questo ambito l'IA sta compiendo progressi straordinari: i robot sono sempre più capaci di interpretare l'ambiente circostante e di agire in modo autonomo e appropriato. Sebbene sia ancora necessario svolgere un importante lavoro pionieristico, i robot umanoidi stanno progressivamente uscendo dai laboratori di ricerca e trovano già le prime applicazioni sperimentali in ambito industriale. Prima che questa tecnologia raggiunga una piena maturità per un impiego diffuso sarà necessario ancora del tempo. Al contempo, però, la robotica umanoide sta accelerando l'evoluzione dell'interazione stretta tra uomo e macchina, ad esempio grazie alla possibilità di comunicare verbalmente con i robot.AMB: Molti di questi sviluppi possono essere valutati al meglio osservandoli dal vivo. A settembre, l'AMB riunirà a Stoccarda l'intero ecosistema della lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo: produttori, utilizzatori e mondo della ricerca sotto lo stesso tetto. Quale contributo può offrire questa combinazione unica per favorire una più ampia diffusione dell'automazione collaborativa? E perché la visita alla fiera è imprescindibile per tutte le aziende che operano nella lavorazione dei metalli e stanno valutando l'introduzione di soluzioni di automazione?Patrick Schwarzkopf: Uno sguardo ai dati ne evidenzia chiaramente l'importanza: secondo la International Federation of Robotics (IFR), il Machine Tending – ossia il carico e lo scarico automatico dei pezzi sulle macchine utensili – rappresenta una delle principali applicazioni della robotica. Nel corso di un decennio, le nuove installazioni annuali di robot destinati alle operazioni di handling sulle macchine utensili sono aumentate da 14.500 unità nel 2015 a 19.000 unità nel 2024. I dati preliminari dell'IFR indicano che anche nel 2025 il trend proseguirà con una crescita significativa, a doppia cifra. Negli ultimi anni è aumentato sensibilmente anche l'impiego dei robot collaborativi (cobot): nel 2024 sono stati installati a livello mondiale circa 65.000 cobot, pari al 12% di tutti i robot industriali. Gli incrementi più rilevanti si registrano nel settore della robotica mobile, che consente di collegare in modo flessibile diverse macchine produttive, ad esempio mediante manipolatori mobili, ossia piattaforme mobili equipaggiate con un braccio robotico. È difficile trovare una panoramica così completa, concentrata e specifica per il settore come quella offerta da una fiera specializzata. All'AMB, infatti, è possibile vedere e sperimentare concretamente le soluzioni di automazione dedicate alla lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo.AMB: Grazie per l'intervista, signor Schwarzkopf.Focus sull'automazione all'AMB 2026 nell'Oskar-Lapp-Halle (Padiglione 6)L'automazione sarà protagonista dell'AMB 2026 in quasi tutti i padiglioni fieristici: dai costruttori di macchine utensili dotate di sistemi di automazione fino alle soluzioni dedicate agli utensili e alle tecnologie di serraggio, ad esempio per l'attrezzaggio automatico. Un punto di riferimento particolare sarà l'Oskar-Lapp-Halle (Padiglione 6), che ospiterà l'area "Automazione e tecnologie di handling". Qui numerose aziende espositrici – tra cui FANUC, KUKA, Cellro, RoboJob, Wassermann Technologie e molte altre – presenteranno le loro più recenti soluzioni per la produzione e la gestione dei processi. Vale la pena consultare l'elenco degli espositori, perché qui i visitatori professionali possono vedere dal vivo come robotica, automazione collaborativa, approcci Industria 4.0 e IIoT (Industrial Internet of Things) stiano evolvendo i processi di lavorazione per asportazione di truciolo, introducendo nuove soluzioni e nuovi impulsi all'innovazione del settore.Informazioni sull'AMBDal 1982 l'AMB presenta gli highlight dell'industria metallurgica internazionale. "Where metal comes alive": anche nel 2026 sarà un appuntamento fisso nelle agende del settore, quest'anno dal 15 al 19 settembre. È il mercato internazionale e il luogo di incontro per la lavorazione dei metalli per asportazione di truciolo, dove vengono presentati gli ultimi prodotti, tecnologie, innovazioni, servizi e concetti in tutte le loro sfaccettature. L'AMB è sostenuta dagli associazioni di riferimento VDMA Präzisionswerkzeuge, VDMA Software und Digitalisierung e VDW Verein Deutscher Werkzeugmaschinenfabriken e.V. (Associazione tedesca dei costruttori di macchine utensili).
Il 2025 si è rivelato un anno complessivamente fiacco per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione che ha registrato una sostanziale stazionarietà della produzione rispetto all’anno precedente. Il risultato deludente è stato determinato dal pesante calo dell’export. È andata meglio l’attività sul mercato interno, trainata dalla ripresa della domanda, ma, nonostante gli incrementi a doppia cifra, i valori sono rimasti ancora molto distanti dai livelli del 2021-2022.Nonostante ciò, l’industria italiana di settore si è confermata, ancora una volta, tra i principali protagonisti dello scenario internazionale ove è risultata quinta nella classifica mondiale di produzione e di consumo e quarta in quella di export.Le previsioni per il 2026 stimano una timida ripresa trainata dal miglioramento della performance raccolta sul mercato domestico, grazie anche alla disponibilità dell’Iperammortamento. Ancora debole l’attività oltreconfine.Questo, in sintesi, è il quadro illustrato dal presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, Riccardo Rosa, in occasione dell’Assemblea dei soci che ha visto la partecipazione della vicepresidente di CONFINDUSTRIA per l’export e l’attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino, del presidente del Comitato Scientifico di ISPI, Paolo Magri, moderati e intervistati da Rita Querzè, giornalista de Il Corriere della Sera. A seguire si è tenuto un confronto tra due giovani imprenditori, Luca Dadone e Elisa Stucchi, che hanno raccontato la loro idea di innovazione, tra AI e realtà aumentata applicate al mondo del manifatturiero. Oltre 150 gli ospiti presenti, tra imprenditori e manager del settore, rappresentanti delle istituzioni e operatori della stampa.I CONSUNTIVI 2025Secondo i dati di consuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, nel 2025, la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.391 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto al 2024.Pesante è stato il calo dell’export sceso, del -12%, a 3.760 milioni di euro. Il rapporto export su produzione è calato al 58,8%, rispetto al 67,5% del 2024.Nel 2025, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Stati Uniti (572 milioni, -9%), Germania (274 milioni, -24,9%), Francia (204 milioni, +0,2%), Polonia (188 milioni, +11,2%), Turchia (168 milioni, -11,5%), India (164 milioni, -11,6%), Messico (158 milioni, -10%), Spagna (147 milioni, -6,5%), Cina (110 milioni, -54,1%), Brasile (84 milioni, +15,9%).Dopo due anni di calo, le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno sono tornate a crescere, attestandosi a 2.631 milioni di euro, pari al 28,1% in più rispetto all’anno precedente. A trainare questa performance è stata la ripresa del consumo domestico, cresciuto, del 22,3%, a 4.534 milioni di euro.Le importazioni si sono attestate a 1.903 milioni di euro, in crescita del 15,1% rispetto al 2024. La quota di consumo domestico coperta dalla offerta estera è scesa, di tre punti percentuali, al 42%. In calo il livello di utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è passata dal 77,3% del 2024, al 76,5%. Stesso andamento anche per il carnet ordini, che si è attestato a 6,3 mesi di produzione assicurata, contro i 6,5 mesi del 2024.Il fatturato di settore si è fermato a 9.330 milioni di euro.LE PREVISIONI 2026Come emerge dalle previsioni elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, il 2026 segnerà una leggera ripresa dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, e automazione. Tutti gli indicatori torneranno in territorio positivo ma gli incrementi saranno ancora contenuti. La produzione si attesterà a 6.640 milioni di euro (+3,9%). Le esportazioni si manterranno sul livello dell’anno precedente, attestandosi a 3.785 milioni di euro (+0,7%).Proseguirà il trend positivo delle consegne dei costruttori sul mercato interno, attese in crescita, dell’8,5%, a 2.855 milioni di euro, trainate dalla domanda italiana che dovrebbe attestarsi a 4.870 milioni, (+ 7,4%).Anche le importazioni registreranno segno positivo, arrivando a 2.015 milioni (+5,9%).L’INDUSTRIA ITALIANA DELLA MACCHINA UTENSILE TRA INSTABILITÀ GEOPOLITICA E INCENTIVIRiccardo Rosa, presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “Il 2025 è stato un anno complessivamente deludente per i costruttori italiani di macchine utensili che hanno dovuto fare i conti anzitutto con il forte calo delle vendite all’estero. D’altra parte, nonostante la ripresa, anche l’attività sul mercato interno è risultata poco soddisfacente complice anche il caos intorno a Transizione 5.0”.“Sul fronte internazionale, l’instabilità geopolitica ha reso particolarmente complicata l’attività del settore rappresentato da UCIMU che ha nei mercati esteri lo sbocco principale della propria produzione”. “Detto ciò, gli accadimenti di questi ultimi anni hanno sottoposto le nostre imprese ad uno stress-test continuo, allenandole ad operare in condizioni di business unusual come mai prima d’ora. Anche per questo - ha continuato Riccardo Rosa - rileviamo che non tutto ciò che accade, e che ha un collegamento diretto con il nostro mondo, impatta nello stesso modo sulla nostra attività”. I DAZI “I dazi introdotti dalla amministrazione Trump hanno avuto un impatto per noi gestibile. Lo dicono i dati: nel 2025 - ha affermato Riccardo Rosa - le vendite negli Stati Uniti sono calate del 9%. Ma gli Usa restano, di gran lunga, il primo mercato di sbocco del made in Italy settoriale. Ciò è possibile per differenti ragioni: anzitutto gli Stati Uniti non hanno una produzione locale sufficiente a coprire il consumo domestico e necessitano di tecnologia avanzata e super-customizzata; oltre a ciò, in questo particolare momento storico, il settore della difesa, strategico per il paese e dunque esentato dal pagamento dazi, sta esprimendo una domanda piuttosto vivace. Questi tre fattori hanno permesso, e permettono tuttora, ai costruttori italiani di continuare a operare sul mercato americano che apprezza da sempre le caratteristiche della nostra offerta”. “Non per questo - ha aggiunto il presidente - le criticità sono azzerate. Per le tipologie di macchine che sono prodotte anche da costruttori americani, il dazio è evidentemente una pesante zavorra che ha limitato le vendite di made in Italy settoriale. Ma non solo. La politica commerciale di Trump ha prodotto alcuni pesanti effetti indiretti; è il caso, ad esempio, dell’incremento del costo di alcune materie prime praticato da altri paesi in risposta ai dazi, incremento che impatta anche sulla nostra attività”.L’EUROPA E L’AUTOMOTIVE “Più complicato è risultato invece gestire l’impatto delle guerre e della debolezza di un mercato importante come quello europeo. Nel caso delle guerre, l’esempio più evidente per noi costruttori è la sparizione della Russia dai nostri radar. Nel 2013, prima dell’invasione della Crimea e delle prime sanzioni, essa rappresentava il nostro quarto mercato di sbocco, con 177 milioni di export. Nel 2022, era il nostro ottavo mercato di destinazione (con 99 milioni). Dal 2023 è assente e, soprattutto, è un mercato che abbiamo regalato ai costruttori cinesi. Chissà se, una volta risolta questa ferita nel cuore dell’Europa, riusciremo a recuperare almeno parte del terreno perso”. “E a proposito di Europa – ha affermato Riccardo Rosa – ci stiamo pericolosamente avvicinando al rischio di de-industrializzazione. Le scelte, assolutamente discutibili, fatte dalle autorità dell’Unione in materia di transizione elettrica dell’automotive stanno manifestando sempre di più i loro effetti concreti. In un momento in cui cambia profondamente il concetto di trasporto da parte delle nuove generazioni per cui l’auto non è più considerata uno status symbol ma un mezzo per viaggiare, gli organi di governo europei, con il loro atteggiamento dirigista, hanno di fatto permesso all’offerta asiatica di invadere spazi che erano appannaggio del nostro manifatturiero. Prima che gli effetti siano irreversibili, chiediamo a chi ci rappresenta e governa in Europa di ripensare l’approccio che deve basarsi sul principio di neutralità tecnologica, permettendo così alla filiera dell’auto, e a tutto il suo ampio indotto, di gestire correttamente il passaggio in atto non solo nel rispetto dell’ambiente ma anche salvaguardando, ove possibile, l’occupazione di chi è impiegato nell’industria”. “Al netto dell’auto a cui è legata a doppio filo, la Germania, il grande malato di Europa, forse vede la luce in fondo al tunnel. Nel primo trimestre del 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili, elaborato dalla associazione tedesca, ha infatti segnato un +15,1%, interrompendo la sequenza negativa che durava da tre anni consecutivi. Il piano di rilancio voluto dal Cancelliere Mertz e quello a supporto della difesa stanno restituendo fiducia al paese. L’auspicio è che sia effettivamente così perché se la locomotiva tedesca riparte, noi, primo vagone di questo treno, siamo pronti ad agganciarci ad essa per poter continuare a lavorare nelle filiere produttive del Made in Germany che viaggia su direttrici lunghissime, distribuendo la nostra produzione ovunque nel mondo.”LA CRISI DI HORMUZ “In attesa di comprendere i contenuti dell’accordo e consapevoli del fatto che occorrerà tempo perché il transito delle merci riprenda il suo ritmo, l’impatto sulla nostra attività al momento è gestibile e siamo fiduciosi che la distensione nell’area del Medio Oriente porterà grandi vantaggi alle nostre imprese. In termini di business diretto, l’area assorbe circa il 30% dell’export destinato all’Asia, dunque il ritorno “alla normalità” darà slancio alla nostra attività nella regione ove sono soprattutto le tecnologie per la deformazione dei metalli ad essere richieste in risposta ai grandi piani di sviluppo infrastrutturali. In termini indiretti, il ripristino del transito delle merci permetterà una progressiva riduzione dei costi degli approvvigionamenti cresciuti in modo deciso in questi ultimi mesi”. IL MERCATO ITALIANO E GLI INCENTIVI “In un momento cruciale come quello che stiamo vivendo, con una domanda estera decisamente debole, il mercato interno diventa ancor più rilevante per le nostre imprese. La disponibilità della misura di Iperammortamento prevista dal nuovo Piano Transizione 5.0, oggi pienamente operativa, è un ottimo strumento di sostegno alla domanda italiana di nuove macchine utensili”. “Dobbiamo dire che il 2026 era cominciato veramente in salita: la raccolta ordini sul mercato interno aveva subito un calo pesante, pari al 29% rispetto al periodo gennaio-marzo 2025. Ma la sensazione era che la domanda fosse freezata. In questo primo mese effettivo di Iperammortamento, ottenuta l’operatività della Piattaforma GSE, abbiamo già visto un cambio di passo nell’atteggiamento dei nostri clienti italiani. Questo conferma ciò che dicevamo da tempo: la domanda italiana c’è ma i clienti attendevano chiarezza per concretizzare gli ordini”. “Ora l’incentivo sta funzionando. A margine del Tavolo della Meccanica indetto dal Ministero delle imprese e del made in Italy a fine giugno, è emerso che del totale delle domande di prenotazione di risorse inserite nella piattaforma, il 90% è riconducibile a investimenti in macchine utensili. Bene dunque! Al MIMIT va il riconoscimento per aver definito, seppure con ritardo, una misura di facile utilizzo e con durata triennale. Finalmente, le imprese italiane dispongono di una misura di politica industriale che permette una pianificazione di medio periodo sia per chi produce sia per chi investe. L’auspicio è che il suo utilizzo permetta alla domanda italiana di tornare sugli alti livelli del 2021-2022, assicurando così anche un corretto aggiornamento della nostra industria che ha necessità di innovazione continua per restare competitiva sul mercato internazionale dove digitale e AI stanno ridisegnando le regole del gioco”.
Dal 26 al 31 ottobre è di scena al Tokyo Big Sight la 33° edizione di JIMTOF, esposizione internazionale dedicata al settore delle macchine utensili, considerata tra le principali fiere internazionali di tecnologia a livello mondiale.Su una superficie di 118.540mq saranno presenti 944 espositori su un totale di 4.423 stand, di cui 725 giapponesi e 219 internazionali, suddivisi per categorie di prodotto. L'elenco degli espositori è pubblicato online sul sito ufficiale www.jimtof.org. Al conteggio della precedente edizione 2024 sono risultati 162.670 visitatori.Gli operatori del settore manifatturiero, previa registrazione a settembre sul sito della fiera, potranno toccare con mano e raccogliere informazioni sulle tecnologie più innovative, dalle macchine utensili agli accessori.A JIMTOF 2026 saranno infatti esposte macchine utensili per il taglio dei metalli e per la formatura, accessori per macchine utensili, utensili da taglio e resistenti all'usura, utensili in diamante e CBN, mole e abrasivi, ingranaggi e dispositivi di ingranaggi, macchinari oleoidraulici, pneumatici e idraulici, macchine e strumenti di misura di precisione, strumenti di misura ottici, macchine di prova e CAD/CAM.JIMTOF è un appuntamento di forte richiamo che si ripete ogni due anni da oltre cinquant'anni, una fiera consolidata, rinomata per la sua capacità di fornire ai visitatori informazioni su una vasta gamma di prodotti utilizzati nell'industria manifatturiera.di Marinella Croci
L’ORDINATIVO RAFFORZA IL PORTAFOGLIO ORDINI, SALITO A 263 MILIONI DI EUROGOVERNANCE: RINNOVATI GLI ORGANI SOCIALI DEL GRUPPO PER IL PROSSIMO TRIENNIOLa fornitura riguarda 94 valvole di grande diametro che saranno realizzate nello stabilimento di Rivanazzano Terme e che saranno destinate ad una nuova infrastruttura da 840 km che collegherà il Texas al Nuovo Messico e all’ArizonaIl Presidente, Salvatore Ruggeri: «La commessa conferma la nostra capacità di partecipare ai principali programmi infrastrutturali energetici internazionali e valorizza il know-how industriale sviluppato in Italia»Il Vicepresidente Esecutivo, Massimiliano Ruggeri: «Le Americhe sono un mercato sempre più centrale per il Gruppo e offrono interessanti prospettive di ulteriore crescita nel medio-lungo periodo»Il Gruppo Valvitalia comunica di essersi aggiudicato una nuova commessa dal valore di circa 30 milioni di dollari per la fornitura di valvole destinate al progetto Desert Southwest, una delle più rilevanti infrastrutture energetiche attualmente in fase di sviluppo nel Sud-Ovest degli Stati Uniti.L’ordine riguarda la realizzazione di 94 valvole da 48 pollici che saranno saranno interamente progettate e prodotte presso il sito industriale di Rivanazzano Terme (PV), confermando il ruolo centrale del Made in Italy e delle competenze tecnologiche del Gruppo nella realizzazione di soluzioni ad elevata complessità destinate alle principali opere internazionali nel campo dell’energia. La consegna della fornitura è prevista nel corso del 2027.L’acquisizione della commessa contribuisce alla crescita del portafoglio ordini del Gruppo, salito a circa 263 milioni di euro, e rafforza ulteriormente il posizionamento di Valvitalia nelle Americhe, oggi primo mercato di destinazione dei prodotti del Gruppo. Complessivamente, gli ordinativi provenienti da Nord e Sud America incidono per oltre il 37% dei bookings totali, a conferma della rilevanza strategica del continente per lo sviluppo del business.A supporto dell'impegno nell'area, il Gruppo può contare anche sulla presenza del personale di Valvitalia USA a Houston, in Texas. Coordinata da Massimiliano Ruggeri, la struttura assicura un presidio stabile del mercato americano e accompagna le attività di sviluppo di Valvitalia in una geografia di primario valore a livello globale. Salvatore Ruggeri, Presidente di Valvitalia, ha commentato: «L’aggiudicazione di questa importante commessa conferma la fiducia che i nostri clienti ripongono nelle competenze, nell’affidabilità e nella qualità delle soluzioni che progettiamo e realizziamo. Partecipare a un’infrastruttura strategica come Desert Southwest significa contribuire concretamente allo sviluppo energetico di un’area in forte crescita e, al tempo stesso, conferma la nostra capacità di inserirci con successo nei principali programmi infrastrutturali internazionali. Questo risultato valorizza il patrimonio di competenze costruito negli anni e il contributo determinante delle nostre persone. La qualità del portafoglio ordini ci permette di guardare con fiducia alle prospettive di crescita future e conferma la validità del nostro percorso, sostenuto da una presenza sempre più qualificata nei mercati energetici dal maggiore potenziale».Massimiliano Ruggeri, Vicepresidente Esecutivo di Valvitalia, ha dichiarato: «Questa fornitura è un importante riconoscimento per il lavoro svolto negli anni, nella direzione di consolidare la nostra presenza nel continente americano e di potenziare le relazioni con i principali operatori del settore energetico. Gli Usa continuano a rappresentare un mercato di primaria importanza per Valvitalia e offrono interessanti opportunità di sviluppo, sostenute da rilevanti investimenti nelle infrastrutture energetiche. Al tempo stesso, stiamo dando continuità alla nostra crescita in Sud America, dove vediamo prospettive favorevoli per l'espansione del business. La qualità delle opportunità e il dialogo costante con clienti di primo piano ci consentono di guardare con fiducia all'evoluzione della nostra presenza nell’area».Desert SouthwestL’infrastruttura statunitense, dal valore stimato di 5,6 miliardi di dollari, si svilupperà per circa 840 chilometri collegando il Bacino Permiano, uno dei più importanti giacimenti di idrocarburi del Nord America situato tra Texas occidentale e Nuovo Messico, ai mercati finali dell’area sud-occidentale degli USA, in particolare Arizona e Nuovo Messico. La realizzazione del gasdotto permetterà di sostenere la crescente domanda energetica dell’area, a supporto dell’espansione demografica e dello sviluppo economico regionale.Gasoducto DedicadoInoltre, tra le opportunità più recenti e significative in Sud America, figura la fornitura di valvole per il progetto Gasoducto Dedicado in Argentina, un gasdotto di 480 chilometri in fase di realizzazione nella Provincia di Neuquén. Confermata la guida del gruppo per il prossimo triennioL’Assemblea degli Azionisti e il Consiglio di Amministrazione di Valvitalia hanno inoltre provveduto al rinnovo degli organi sociali del Gruppo per il triennio 2026-2028, confermando la continuità della governance che ha accompagnato il percorso di sviluppo e crescita degli ultimi anni.Salvatore Ruggeri è stato confermato Presidente, Massimiliano Ruggeri Vicepresidente Esecutivo e Andrea Forzi Amministratore Delegato.Del nuovo Consiglio di Amministrazione fanno inoltre parte Manuela Carra, Angela Colmellere, Paolo Rinaldi e Manuela Sabbatini. Parteciperanno inoltre ai lavori del Consiglio di Amministrazione, in qualità di observer, Franco Gianni e Andrea Alghisi.Contestualmente, è stato nominato il nuovo Collegio Sindacale, composto da Micol Marisa in qualità di Presidente, Annalisa Zanini e Giuseppe Galeano quali Sindaci effettivi.Il rinnovo delle cariche assicura continuità strategica e manageriale al Gruppo in una fase caratterizzata da una crescente presenza internazionale e da importanti opportunità di sviluppo nei mercati di riferimento.
News
Il monitoraggio digitale migliora l'affidabilità dei motori in un impianto di produzione del cemento
WEG e Nuova Ites implementano la soluzione WEGSCAN per migliorare l'efficienza Nuova Ites Srl, azienda leader in Europa specializzata nella riparazione e revisione di macchine elettriche rotanti, ha recentemente stretto una partnership con il produttore di apparecchiature industriali WEG per migliorare il monitoraggio operativo di uno dei motori industriali chiave di un impianto di cementificazione. Nell'ambito del proprio impegno costante a favore dell'affidabilità e delle prestazioni, Nuova Ites ha installato il sistema di monitoraggio dei motori elettrici WEGSCAN, una soluzione all'avanguardia sviluppata da WEG per monitorare le prestazioni dei motori e individuare potenziali problemi prima che questi possano influire sulle operazioni. Nuova Ites, specialista nella riparazione e revisione di macchine elettriche rotanti in tutta Europa, con oltre 800 generatori eolici sottoposti a manutenzione completa in collaborazione con operatori di primo piano quali Vestas, Enel ed ERG Renew, ha individuato la necessità di un monitoraggio continuo dei motori in un'applicazione ad alto carico. In questo caso, un motore WEG della serie speciale da 132 kW a 2 poli era accoppiato a un compressore Atlas Copco, costituendo una componente critica del processo di produzione del cliente. Le prestazioni e l’affidabilità in questa configurazione di apparecchiature miste erano fondamentali, ma la visibilità sulle condizioni del motore era limitata. Per risolvere questo problema, WEG ha fornito e installato una soluzione di monitoraggio completa composta dal Gateway Cassia X2000 e dall'unità WEGSCAN 100. A seguito di una visita tecnica di WEG all'officina di Nuova Ites alla fine del 2025, l'apparecchiatura è stata ordinata e consegnata all'inizio di gennaio 2026. Il sistema è stato configurato in loco per soddisfare i requisiti specifici dell'applicazione e integrato nei processi di monitoraggio sia di Nuova Ites che del cementificio. Il sistema WEGSCAN è progettato per supportare il monitoraggio in tempo reale di molteplici parametri operativi, tra cui le firme di vibrazione, le tendenze di temperatura e altri indicatori dello stato meccanico ed elettrico. La sua capacità di doppio accesso consente agli ingegneri di controllare i dati da un'interfaccia PC standard o tramite smartphone, facilitando il monitoraggio remoto delle condizioni e la visibilità immediata delle prestazioni. A supporto dell’infrastruttura di monitoraggio c’è il Gateway Cassia X2000, che funge da hub di comunicazione per il sistema. Il gateway consente una connettività wireless affidabile tra il dispositivo WEGSCAN e la rete più ampia, garantendo che i dati operativi provenienti dal motore possano essere trasmessi e consultati in tempo reale. Progettato per condizioni impegnative, il gateway opera in un ampio intervallo di temperatura compreso tra −40 e 65 °C, garantendo una comunicazione stabile tra sensori e sistemi di monitoraggio in ambienti operativi difficili. Acquisendo dati operativi continui, Nuova Ites è ora in grado di identificare i primi segni di comportamenti anomali e pianificare la manutenzione in modo proattivo, contribuendo a ridurre i tempi di fermo non programmati, ottimizzare gli interventi di assistenza e migliorare l’efficienza energetica complessiva. Questo livello di comprensione è particolarmente prezioso in ambienti in cui i costi dei fermi macchina e delle riparazioni reattive sono elevati. "Per Nuova Ites, il sistema di monitoraggio è diventato uno strumento essenziale nel proprio portafoglio di servizi, contribuendo a integrare la manutenzione basata sulle condizioni nel flusso di lavoro standard e offrendo ai clienti una maggiore affidabilità e un supporto per l’intero ciclo di vita", ha affermato Fabrizio Arosio, responsabile dei sistemi di azionamento e automazione presso WEG Italia. “Grazie alla possibilità di monitorare più da vicino i motori critici, l’azienda è meglio attrezzata per anticipare i problemi, ottimizzare la pianificazione della manutenzione e fornire approfondimenti basati sui dati che aggiungono un valore misurabile alle prestazioni degli asset e alla continuità operativa.” Le tecnologie di monitoraggio digitale come WEGSCAN contribuiscono inoltre a rendere più sostenibili le operazioni industriali. Fornendo informazioni continue sulle prestazioni dei motori in condizioni operative reali, gli operatori possono mantenere le apparecchiature più vicine al loro punto di efficienza ottimale. In settori ad alto consumo energetico come la produzione di cemento, il miglioramento dell’efficienza e della durata delle apparecchiature rotanti critiche gioca un ruolo importante nella riduzione del consumo complessivo di risorse e nel sostegno a operazioni di impianto più sostenibili.
FANUC CRX-3iA: il cobot tascabile che porta la saldatura ovunque
Pensato per cantieri navali e costruzioni in acciaio, il CRX-3iA si porta con una mano e lavora con la precisione di un braccio fisso.FANUC presenta il robot collaborativo CRX-3iA, il modello più leggero e compatto dell'intera gamma di cobot CRX. Ideato per essere trasportato e messo in funzione in pochi minuti, si rivolge a tutte quelle applicazioni in cui poter spostare rapidamente il robot fa davvero la differenza. Con soli 11 kg di peso, CRX-3iA risponde a un'esigenza reale in settori come la cantieristica navale e le costruzioni in acciaio, dove i saldatori si trovano spesso a lavorare su strutture enormi e devono spostarsi continuamente. Il robot si porta con una mano, si posiziona sul nuovo punto di lavoro e in pochi secondi è già operativo. Questo significa che una sola persona può gestire più postazioni di saldatura, un vantaggio concreto in un mercato che sconta da anni la carenza di saldatori qualificati. Il payload di 3 kg è sufficiente per maneggiare contemporaneamente torcia e sensore di tracciamento del cordone, mentre la ripetibilità di ±0,02 mm assicura la precisione richiesta da certe lavorazioni. Dopo ogni spostamento, il robot rileva da solo il proprio angolo di installazione e, con l'aiuto di uno scanner laser o di un sensore tattile, individua il cordone e pianifica il percorso in autonomia. È possibile aggiungere una base magnetica opzionale per agganciare il robot direttamente alle strutture in acciaio in modo rapido e stabile, eliminando gran parte della complessità tipica delle installazioni robotiche tradizionali. CRX-3iA fa parte della serie CRX, gamma di cobot di FANUC che copre payload fino a 30 kg e raggiunge uno sbraccio di 1.756 mm, e si integra senza problemi con i sistemi di controllo e i software FANUC già in uso. Eredita anche la tecnologia del pulsante sul polso: l'operatore può guidare il braccio e insegnare le posizioni direttamente sul robot, senza dover ricorrere al Teach Pendant, rendendo la programmazione più rapida e i cambi di produzione meno onerosi. Le possibilità d'impiego non si fermano alla saldatura. Le dimensioni contenute e il peso ridotto lo rendono adatto al montaggio su AGV per attività di picking, rifornimento di linea e movimentazione interna. È anche una soluzione interessante per ambienti formativi, dove spesso non c'è spazio per un robot industriale tradizionale. “Le aziende hanno bisogno di un'automazione che si adatti a loro, non il contrario”, afferma Vera Mariani, Business Development and Communications and Sales Coordinator Manager di FANUC Italia. “Con il nuovo CRX-3iA abbiamo puntato su maneggevolezza, rapidità di messa in servizio e precisione. I clienti possono portare l'automazione dove serve, senza dover ripensare l'intera installazione”. Il nuovo cobot CRX-3iA sarà uno dei protagonisti di Technovation Forum, l’evento FANUC aperto a tutti e dedicato alle nuove tecnologie e all’automazione che si terrà il 18 novembre presso la sede di Lainate (MI).
Novità Norelem: Dispositivi di comando e segnalazione con contatti esterni
Per comandi di commutazione sicuri e un'indicazione chiara dello stato Norelem amplia la sua gamma con dispositivi di comando e segnalazione con contatti esterni. I pulsanti sono progettati per l'attivazione sicura dei comandi di commutazione e per un’indicazione chiara delle condizioni operative, degli stati di funzionamento e delle anomalie. Tra le applicazioni ricordiamo la costruzione di macchine e impianti, le tecnologie di automazione, i processi industriali, l’industria manifatturiera e le tecnologie per l'edilizia. Particolarità: gli attuatori e gli elementi di contatto possono essere combinati in base alle esigenze. Nelle applicazioni industriali, i dispositivi di comando e segnalazione sono l’interfaccia centrale tra l’uomo e la macchina. Consentono di controllare funzioni quali avvio, arresto o cambio della modalità operativa e, al contempo, segnalano gli stati di funzionamento e le anomalie. Una struttura modulare per una progettazione flessibile dei dispositiviI nuovi dispositivi di comando e segnalazione di norelem si contraddistinguono per la struttura robusta, la lunga durata e il grado di protezione elevato. Possono essere combinati con diversi elementi di contatto e luminosi e si integrano facilmente in quadri elettrici, macchine e impianti. I dispositivi sono costituiti da un elemento di comando o di segnalazione (pulsante, interruttore o spia luminosa) e da un contatto esterno (contatto normalmente aperto o normalmente chiuso) installato secondo un concetto modulare. Questa struttura consente una chiara separazione tra l'azionamento e la tecnologia di contatto, favorendo una configurazione flessibile dei dispositivi. Gli elementi possono essere combinati in base alle esigenze e sostituiti indipendentemente gli uni dagli altri. Questo facilita il montaggio, la manutenzione e l'adeguamento ai requisiti delle diverse applicazioni. I pulsanti, gli interruttori e le spie luminose sono adatti per aperture di montaggio con un diametro di 22,3 mm. Versioni disponibili anche per settori sensibili I dispositivi di comando sono disponibili come pulsanti standard e luminosi, selettori standard a mantenimento o a impulso, selettori luminosi a mantenimento o a impulso, spie luminose standard e pulsanti a chiave a mantenimento o a impulso. Per i pulsanti sono disponibili anche targhette di identificazione personalizzabili con testi e simboli standard. Per settori sensibili quali la tecnologia medicale e di laboratorio, l'industria alimentare e altre applicazioni con requisiti igienici particolari, norelem propone pulsanti a membrana. La robusta superficie chiusa protegge da sporco, polvere e umidità e consente una facile pulizia e disinfezione. Breve profilo di norelem Normelemente GmbH & Co. KGOgni successo comincia con un’idea. Per questo norelem aiuta i progettisti e gli ingegneri del settore meccanico e impiantistico a raggiungere i loro obiettivi con componenti standardizzati. Troverete la giusta opzione per la vostra soluzione di progettazione tra gli oltre 140.000 componenti normalizzati e organi di comando disponibili nel nostro shop online, semplice e di facile consultazione, che vi offre molti vantaggi. Vi permetterà di trovare maggiori informazioni, trovare più prodotti più rapidamente e ottenere soluzioni migliori. Vi consente di risparmiare tempo, lavorare in modo più efficiente e ottimizzare i costi dei vostri processi. I componenti norelem, infatti, sono immediatamente disponibili e includono dati CAD gratuiti per una progettazione più rapida senza disegno o configurazione. Risultati perfetti con un minimo impiego di tempo e denaro. Il vantaggio del componente normalizzato. In qualità di esperti del settore, ci impegniamo a promuovere i giovani talenti con la norelem ACADEMY affinché i progettisti di domani possano davvero iniziare a lavorare.La norelem ACADEMY offre anche corsi di formazione tecnica, seminari e formazione sui prodotti.
Still: aggiornamento dei sollevatori EXV 14-20 e EXP 14-20 e dei transpallet EXH 14 e EXH-S 20-25
STILL, leader nella fornitura di sistemi e attrezzature per l’intralogistica, continua ad ampliare il proprio portfolio per massimizzare i benefici per i clienti attraverso l’aggiornamento di quattro modelli, in linea con l’impegno di sviluppare attrezzature di magazzino perfettamente adattate e altamente efficienti per ogni applicazione. Funzioni, tecnologie e caratteristiche di sicurezza ottimizzate, insieme alle più recenti innovazioni, migliorano ulteriormente l’idoneità, la sicurezza e l’efficienza dei carrelli. Ciò consente di organizzare i magazzini in modo ancora più efficiente in termini di spazio, tempo e costi, aiutando le aziende a soddisfare i requisiti esigenti e dinamici dell’organizzazione intelligente del magazzino.Con l’aggiornamento dei sollevatori EXV 14-20 e EXP 14-20 e dei transpallet EXH 14 e EXH-S 20-25, STILL continua a ottimizzare ed espandere il proprio portfolio di tecnologie da magazzino. I carrelli appena lanciati renderanno ancora più semplice per le aziende individuare la soluzione più adatta, efficiente, sostenibile e vantaggiosa per ogni applicazione. “Il settore è caratterizzato da un grande dinamismo. I requisiti e le applicazioni spesso cambiano rapidamente e radicalmente, richiedendo un elevato grado di flessibilità e adattabilità dalle aziende”, spiega Marco Fornara, Head of Sales & Marketing Support di STILL Italia. “Per noi, come produttori, questo significa sviluppare e ottimizzare continuamente le nostre soluzioni e i nostri carrelli, così da poter offrire sempre ai clienti la risposta migliore e più personalizzata per le loro esigenze. Accanto agli adattamenti hardware, anche le tecnologie in rapida evoluzione svolgono un ruolo fondamentale in questo processo.”L’anno scorso STILL ha ampliato la propria gamma di carrelli per il magazzino aggiornando i sollevatori EXV 10C–16C e EXD 18C–20C e il transpallet EXH-L 16–20, ponendo le basi per il suo portfolio orientato al cliente e dedicato all’organizzazione intelligente del magazzino.Trasporto orizzontale e carico/scarico camion più semplici: i transpallet STILL EXH-S 20-25 e EXH 14Subito dopo il lancio di AXL iGo, la prima soluzione automatizzata per il carico e scarico dei camion, STILL presenta anche i transpallet elettrici EXH-S 20-25 e EXH 14, dotati di nuove funzioni e innovativi miglioramenti.L’ultima versione del transpallet EXH-S 20-25 con pedana fissa ha una capacità di carico fino 2.500 kg e una velocità massima di 14 km/h. Rappresenta un supporto affidabile per attività impegnative e lunghe distanze di trasporto. L’innovativo timone STILL con display integrato risponde alla preferenza dei clienti di controllare il carrello tramite il familiare timone di guida.La SafetyLight integrata nel telaio, la sospensione opzionale della piattaforma in versione Plus e il sensore intelligente per i piedi garantiscono inoltre maggiore sicurezza e comfort. Quest’ultimo può essere configurato affinché il mezzo si muova solo quando i piedi dell’operatore si trovano all’interno della sagoma del carrello, oppure per consentire esclusivamente la modalità a velocità ridotta quando un piede è rilevato dal sensore.Per garantire un utilizzo ottimale del carrello durante il suo intero ciclo di vita, l’EXH-S 20-25 può essere facilmente integrato nel sistema fleet management di STILL Smart Portal.Per applicazioni più leggere e su brevi distanze, il nuovo transpallet timonato EXH 14 rappresenta la scelta ideale. Questo mezzo estremamente maneggevole movimenta senza sforzo fino a 1.400 kg nel trasporto orizzontale e può essere utilizzato con facilità anche negli spazi più ristretti, persino con il timone completamente esteso. Le dimensioni compatte lo rendono, inoltre, un assistente di magazzino particolarmente flessibile: non solo si può manovrare con precisione all’interno di un camion, ma può anche essere trasportato nel vano di carico.Stoccaggio rapido e sicuro, anche in spazi ristretti: i sollevatori STILL EXV 14-20 e EXP 14-20I sollevatori timonati appena migliorati EXV 14-20 e EXP 14-20 rendono le operazioni di carico e scarico in corsie strette e con scaffalature alte più flessibili ed efficienti, garantendo ergonomia e sicurezza anche su lunghe distanze. Entrambi i modelli sono dotati di un motore potente e a bassa manutenzione e offrono una capacità di carico fino a 2.000 kg. Il timone STILL – extra lungo, ergonomico e reattivo - con funzione OptiSpeed porta la sicurezza a un nuovo livello: mantiene sempre una distanza sicura tra i piedi dell’operatore e il carrello e regola automaticamente la velocità in base all’inclinazione del timone. In combinazione con il sistema di assistenza Curve Speed Control, il timone garantisce un equilibrio ottimale tra velocità massima in marcia e sicurezza in curva, nelle corsie strette e durante le fasi di avvio e frenata. L’EXV 14-20 è stato progettato per manovre particolarmente agili in spazi ristretti, con altezze di stoccaggio fino a 6 metri, mentre l’EXP 14-20 rappresenta la scelta ideale per la massima flessibilità. Le forche a sbalzo regolabili consentono la movimentazione semplice di un’ampia varietà di unità di carico, nonché l’utilizzo agevole di attrezzature aggiuntive tramite funzioni idrauliche opzionali.Tutti i carrelli possono essere forniti anche con batterie agli ioni di litio, che garantiscono elevata disponibilità operativa e ricarica flessibile, anche durante il lavoro. I clienti ricevono così un carrello perfettamente personalizzato per le proprie esigenze e necessità, beneficiando al contempo di un sistema energetico all’avanguardia che combina in modo efficace disponibilità, efficienza e sostenibilità.
Pieno controllo sul processo di ricondizionamento, grazie al nuovo portale digitale
Con un nuovo aggiornamento, Sandvik Coromant offre ora un'esperienza end-to-end per il ricondizionamento degli utensili Lo specialista in taglio dei metalli e fornitore leader di soluzioni per la produzione Sandvik Coromant ha aggiornato il suo servizio di ricondizionamento degli utensili integrali rotanti. Per consentire ai produttori di avere totale visibilità sul processo di ricondizionamento, questo aggiornamento, che sostituisce il precedente flusso manuale articolato in vari passaggi, offre un'esperienza online integrata che riduce drasticamente i tempi di quotazione ed esecuzione. Storicamente, i clienti che richiedevano il ricondizionamento degli utensili dovevano fare affidamento alle comunicazioni tra i team di vendita, i centri di distribuzione e gli hub preposti. Ricevere un preventivo poteva richiedere svariati giorni prima di poter avviare il ricondizionamento vero e proprio. Intuendo la necessità di disporre di un processo più rapido e trasparente, Sandvik Coromant ha deciso di semplificare il customer journey rimuovendo i passaggi superflui dal servizio. Un nuovo portale online trasforma il processo: ora, i clienti devono semplicemente registrarsi, inserire il codice utensile e la quantità di utensili da ricondizionare e riceveranno subito un preventivo. In questo modo, possono prendere decisioni immediate e avere una visione completa dell'intero iter. Oltretutto, per la maggior parte dei mercati, Sandvik Coromant copre tutti i costi di spedizione, le tasse e le tariffe doganali associati al servizio, garantendo un'esperienza end-to-end semplice e senza barriere. Sulla piattaforma, gli utenti possono selezionare l'imballaggio che preferiscono (uno fornito da Sandvik Coromant o uno di loro proprietà), aggiungere eventuali note all'ordine e inoltrare la richiesta. Una volta effettuato l'ordine, è ovviamente possibile monitorarlo. Il portale mostra in quale degli hub globali di ricondizionamento di Sandvik Coromant verranno inviati gli utensili e fornisce informazioni di contatto diretto per il team responsabile. Gli ordini completati e i dati relativi allo storico di ricondizionamento vengono memorizzati automaticamente, offrendo una totale trasparenza a supporto della pianificazione delle attività di produzione in corso. I clienti possono inoltre tenere facilmente traccia del numero di ricondizionamenti degli utensili, così da poter pianificare meglio l'inventario. "L'obiettivo è raggiungere un tempo di esecuzione uniforme e affidabile di 21 giorni a partire dalla ricezione dell'ordine", afferma Matthew Johnson, Product Manager – Reconditioning presso Sandvik Coromant. "I clienti potranno godere di tutti i vantaggi derivanti da una piena visibilità sul processo, tempi di esecuzione più rapidi e totale fiducia nel valore del ricondizionamento. Il nostro intento è quello di restituire a loro il controllo, impegnandoci al contempo per soddisfare i più elevati standard di rigenerazione". I clienti possono scegliere di ricondizionare gli utensili tutte le volte che lo desiderano, fintantoché la loro qualità ne soddisfa le esigenze. "Pur garantendo che gli utensili possano essere ricondizionati fino a tre volte e mantenere il 100% delle prestazioni originali, sappiamo che possono essere ricondizionati molte altre volte e offrire ancora prestazioni eccezionali", prosegue Johnson. Di norma, ricondizionare un utensile almeno tre volte consente di risparmiare il 50% rispetto all'acquisto di nuovi utensili. Il servizio è abbinato al programma di riciclo degli utensili di Sandvik Coromant, dedicato agli utensili che hanno raggiunto il termine della loro vita utile. Questa combinazione tra un servizio di ricondizionamento intuitivo e trasparente e un programma di riacquisto consolidato consente ai produttori di massimizzare il valore del proprio attrezzamento e di avvicinarsi al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Sandvik CoromantInsieme a clienti e partner, Sandvik Coromant apre la strada verso un futuro sostenibile e fornisce soluzioni di attrezzamento alle industrie meccaniche di tutto il mondo. Oltre ottant'anni di esperienza pratica ci hanno permesso di accumulare un patrimonio di conoscenze nel taglio e nella lavorazione dei metalli. Queste competenze trasformano ogni sfida in un'opportunità di innovazione, collaborazione e soluzioni all'avanguardia. Il nostro obiettivo è quello di perseguire un cambiamento in positivo promuovendo la sostenibilità, l’efficienza e la crescita per plasmare un futuro in cui l’innovazione sia protagonista. Parte del gruppo globale di ingegneria industriale Sandvik, Sandvik Coromant è impegnata a costruire il futuro, insieme ai propri clienti.Per maggiori informazioni, visitate il sito www.sandvik.coromant.com o seguiteci sui social media.
Lancio dei porta pinze ER HP: un nuovo standard per la fresatura ad alta velocità
Progettata per la fresatura ad alta velocità e le lavorazioni a 5 assi, Seco® ha migliorato la gamma di porta pinze ER HP. Grazie a un design rigido e finemente equilibrato, ER HP garantisce finiture più uniformi, una maggiore durata dell'utensile e un'affidabilità senza precedenti.Il nuovo porta pinze ER HP è stato progettato per rispondere alle sfide della lavorazione moderna, in cui slittamenti dell'utensile, vibrazioni e serraggi non affidabili possono causare costosi fermi macchina e sprechi di materiale. Con un'eccellente precisione di run-out e una struttura robusta e simmetrica, ER HP assicura risultati costanti, riduzione dei costi di utensileria e tempi ciclo più rapidi. L'elevata forza di serraggio e la presa sicura garantiscono la sicurezza di processo anche nelle operazioni più gravose, mentre l'intuitivo sistema con chiave a rullo rende l'installazione rapida, sicura e accessibile a tutti gli operatori.Implementazione senza sforzoL'adozione del porta pinze ER HP è rapida, sicura e immediata. A differenza dei sistemi portautensile complessi che richiedono formazione specialistica o configurazioni rischiose, ER HP utilizza una semplice chiave a rullo per il montaggio, consentendo cambi utensile veloci e riducendo al minimo i tempi di fermo."Il nostro porta pinze ER HP è pensato per dare ai produttori la sicurezza di spingersi oltre nei propri processi senza compromettere precisione e affidabilità. Combinando equilibratura fine, elevata forza di serraggio e facilità di implementazione, aiutiamo i nostri clienti a ottenere finiture più uniformi, una maggiore durata degli utensili e una sostenibilità superiore nelle loro operazioni", ha affermato Yves Heitz, Global Product Manager Machine Solutions.Con sede a Fagersta, in Svezia e presente in oltre 75 Paesi, Seco Tools è un'azienda multinazionale che fornisce soluzioni per la lavorazione diasportazione del truciolo in fresatura, tornitura, lavorazione fori e sistemi di utensili. Per quasi 100 anni, Seco ha dato la sua impronta di eccellenza all'intero processo produttivo, garantendo lavorazioni meccaniche di elevata precisione e risultati di alta qualità.
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